
Amore di gruppo: storia e psicologia dell’orgia
Saluto del CIS - Dr. Walter La Gatta
L’amore di gruppo e la pratica dell’orgia sono fenomeni presenti in molte culture e periodi storici. Spesso oggetto di tabù e giudizi morali, questi comportamenti hanno avuto significati diversi a seconda del contesto sociale, religioso e culturale. Analizziamo allora la loro evoluzione storica e il punto di vista della psicologia, per comprendere meglio la loro funzione e il loro impatto sulla sessualità umana e sulla società moderna.
Cosa si intende, in senso moderno, per orgia?
Per orgia si intende una riunione di persone che si comportano senza alcuna inibizione, specialmente per quanto riguarda l’aspetto sessuale e, in particolare, per la pratica dell’amore di gruppo.
Per estensione questa parola può essere usata nel senso di baldoria sfrenata e rumorosa, durante la quale ci si abbandona a eccessi e stravizi, o anche per intendere una quantità eccezionale, straordinaria di qualcosa, che eccita e sconvolge (Esempio: un’orgia di luci, di suoni, di colori).
Nelle civiltà antiche erano comuni le orge?
Si, con diverse varianti, l’orgia era una cerimonia rituale, frequente nella tradizione di numerose religioni (es. grandi feste iniziatiche o agricole, celebrazioni misteriche in onore di divinità come Demetra, Dioniso, Bacco, Orfeo, ecc.), consistente in una manifestazione di carattere tumultuoso, i cui partecipanti, sottraendosi temporaneamente alle norme che regolavano il comportamento consueto della comunità, si abbandonavano a un’esplosione senza freno della vita sessuale.
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Come avvenivano le orge nell’Antico Egitto?
Nell’Antico Egitto, la sessualità aveva spesso una valenza rituale e religiosa.
L’antico libro egizio della mucca celeste contiene il mito della distruzione dell’umanità: contrariato dalla crescente ribellione dell’umanità, l’anziano dio del Sole Ra manda sua figlia Hathor a vendicarsi. Hathor prende la forma della leonessa assetata di sangue Sekhmet e si scatena su e giù per la valle del Nilo, uccidendo ogni uomo, donna e bambino che incontra.
Vedendo l’umanità in via di estinzione, Ra ne ebbe pietà e inondò i campi con una birra tinta di rosso con l’ocra. Scambiando la birra per il sangue, Sekhmet bevve fino a ubriacarsi e si addormentò, per risorgere nella forma benigna di Hathor, la dea della gioia, dell’amore e della fertilità.
Per commemorare questo evento, gli antichi egizi tenevano delle feste nel periodo di metà agosto, quando il Nilo si gonfia. I festaioli bevevano fino al punto di svenire, per essere svegliati dal rumore dei tamburi, a simboleggiare la trasformazione di Sekhmet in Hathor. I festeggiamenti avevano un’importante dimensione religiosa e in genere si svolgevano nei templi e nei santuari. Essi includevano anche danze e sesso di gruppo, per propiziare la fertilità.
Come avvenivano le orge nell’Antica Grecia?
Nell’Antica Grecia, l’orgia era legata ai culti dionisiaci, in cui il piacere e l’ebbrezza erano considerati mezzi per raggiungere uno stato di trascendenza, di unione estatica con il divino.
L’orgia riguardava i riti misterici dei culti Dionisiaci e del Culto di Cibele. Dioniso che, come Gesù, morì e rinacque, era il dio del vino, della rigenerazione, della fertilità, del teatro e dell’estasi religiosa: veniva celebrato con grande fervore nel periodo dell’equinozio di primavera. La processione iniziava al tramonto, guidata da tedofori e seguita da portatori di vino e frutta, musicisti e una folla di festaioli che indossavano maschere (e poco altro).
Chiudeva la sfilata un fallo gigante che rappresentava la risurrezione del dio nato due volte. Le persone ballavano, cantavano e invocavano il dio, dando origine a una prima forma di teatro e commedia. Arrivata nel bosco, la folla dionisiaca si scatenava nel bere, ballare e fare sesso.
Gli animali, che rappresentavano il dio, venivano braccati, fatti a pezzi a mani nude e consumati crudi con il sangue ancora caldo e gocciolante. L’impulso “dionisiaco” all’irrazionalità e al caos può essere inteso come una inversione e liberazione rispetto all’abituale ordine “apollineo” e alla moderazione imposta dallo stato e dalla religione di stato.
Permettendo il culto dionisiaco in riti speciali, in giorni speciali, l’orgia veniva tenuta sotto controllo, impedendole di affiorare in modi più insidiosi e socialmente pericolosi. Oltre a ciò, veniva trasformata in una celebrazione vivificante e liberatoria, oltre che in quella profondamente religiosa della forza vitale.
L’orgia permetteva alle persone di estraniarsi dai consueti ruoli sociali e di regredire a comportamenti più primitivi, ma anche più autentici, che gli psicologi moderni hanno associato al concetto di Es freudiano. In questi riti si mettevano da parte le gerarchie: padroni e schiavi, patrizi e poveri, cittadini e stranieri si divertivano insieme.
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Anche nell’Antica Roma esistevano feste e riti collettivi a sfondo erotico?
Si, come ad esempio i Baccanali, spesso oggetto di repressione da parte delle autorità.
Il culto dionisiaco si diffuse, infatti, anche a Roma, attraverso le colonie greche dell’Italia del sud. Nel 186 AC, il Senato romano lo limitò severamente attraverso il Senatus Consultum de Bacchanalibus (“decreto senatoriale sui baccanali”).
Il Baccanale continuò a persistere, specialmente nell’Italia meridionale, ma a poco a poco si piegò nella molto più addomesticata Liberalia in onore di Liber Pater (“Padre libero”, il dio italico della fecondità, del vino e dei vizi), che tanto somigliava a Bacco / Dioniso e che finì col confondersi con lui.
Come il culto dionisiaco, la Liberalia presentava un fallo gigantesco, trasportato attraverso le campagne per fertilizzare la terra e salvaguardare i raccolti, dopo di che una virtuosa matrona metteva una corona sopra il fallo.
Cosa accadde nel Medio Evo?
Con l’avvento del Cristianesimo e l’affermazione della morale religiosa, le pratiche sessuali di gruppo vennero stigmatizzate e associate al peccato e alla devianza. Tuttavia, in contesti esoterici o in gruppi eretici, alcune comunità continuarono a praticare forme di sessualità collettiva con valenze mistiche.
Man mano che il cristianesimo prendeva piede, le festività dei Saturnali e Baccanali furono considerate con sempre maggiore disapprovazione e l’orgia latina arrivò a significare qualcosa di depravato.
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Cosa è accaduto con la progressiva laicizzazione della società?
A partire dal Rinascimento il tema della sessualità iniziò a essere esplorato anche in ambito filosofico e letterario. Tuttavia, fu solo con il XX secolo e le rivoluzioni sessuali degli anni ’60 e ’70 che le pratiche di gruppo iniziarono a essere discusse apertamente. Movimenti come il free love promossero una visione meno repressiva della sessualità.
L’orgia delle antiche tradizioni e religioni è ancora presente nella società moderna?
Si. L’orgia in quanto infrazione delle norme è presente in tutte le tradizioni popolari e persiste in varie forme, a partire dal moderno Carnevale. Incapace di sopprimere i riti antichi, la Chiesa ha infatti integrato nel suo calendario la festa del Carnevale che, ancora oggi, comporta un’inversione delle norme e dei ruoli sociali, la licenziosità e i banchetti in vista delle privazioni della Quaresima.
Cosa significa l’orgia dal punto di vista psicologico?
Dal punto di vista psicologico, la partecipazione a esperienze sessuali di gruppo può essere motivata da diversi fattori. Alcune persone vi trovano un senso di libertà e di esplorazione personale, mentre altre cercano una relazione profonda con la propria comunità di appartenenza. La dimensione del sensation seeking (ricerca di emozioni forti) è spesso presente in coloro che sperimentano pratiche di gruppo, così come il desiderio di superare le inibizioni personali o sociali.
L’orgia è capace di generare solo emozioni positive?
No, può anche generare emozioni contrastanti, come gelosia, insicurezza o difficoltà nella gestione dei confini personali. Per questo motivo, viene sempre sottolineata l’importanza del consenso esplicito, della comunicazione chiara e della sicurezza emotiva.
Dr. Walter La Gatta
Immagine:
L’Orgia (Baccanale), di Pavel Svedomsky

Dr. Walter La Gatta
Psicologo Psicoterapeuta Sessuologo
Delegato Regionale del Centro Italiano di Sessuologia per le Regioni Marche Abruzzo e Molise.
Libero professionista, svolge terapie individuali e di coppia
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Il Dr. Walter La Gatta si occupa di:
Psicoterapie individuali e di coppia
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